Giovanni Bandiera

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Consigli per i Pazienti

Giovedì 13 Gennaio 2011 09:37 Pubblicato in Ischemia Cerebrale

Per quanto riguarda i pazienti affetti da stenosi carotidee non particolarmente avanzate (comunque inferiori al 60-70%) e che non hanno dato luogo a sintomatologia ischemica cerebrale, e quindi non trattabili dal punto di vista chirurgico o endovascolare, valgono le stesse norme che riguardano la malattia aterosclerotica in generale e che riportiamo più oltre.
Peraltro è necessario che il paziente si sottoponga a frequenti controlli clinici e strumentali (visita specialistica ed eco-color-Doppler) al fine di monitorizzare l'evoluzione della stenosi.
Fondamentale inoltre il controllo frequente dei vari fattori di rischio (Pressione Arteriosa, Diabete, Ipercolesterolemia, etc.)


?Prevenzione e stile di vita

Le regole della dieta per scongiurare l'arteriosclerosi e le sue temibili conseguenze sono le stesse che valgono per l'ipercolesterolemia, l’ipertrigliceridemia, l’iperglicemia.
Eccole in sintesi:
- contenere il peso corporeo entro valori ragionevoli e secondo età, sesso, attività fisica e lavorativa;
- limitare l'apporto alimentare di grassi saturi (burro, salumi e insaccati, frattaglie), di carni grasse e di condimenti di origine animale (ricordando che il livello di assunzione raccomandato di colesterolo al giorno per un soggetto adulto sano è solo di 300 mg e 1 bistecca di carne di bovino del peso di ?100 g ne contiene circa 70-75 mg);
- abituarsi a utilizzare i condimenti a crudo privilegiando la scelta per l'olio extravergine di oliva;
- limitare il consumo di latte intero e derivati fermentati (formaggi e latticini);
- aumentare il consumo settimanale di pesce;
- aumentare il consumo quotidiano di ortaggi e verdure freschi e di alimenti contenenti fibre e scorie;
- limitare il consumo delle uova a 1-2 la settimana;
- contenere l'uso del sale da cucina;
- evitare fritture e cotture elaborate e prolungate a temperature elevate;

Una dieta corretta rappresenta, perciò, il modo migliore per tenere sotto controllo il colesterolo, i trigliceridi, la glicemia e la pressione del sangue. Sfortunatamente non possiamo fare niente per modificare la nostra familiarità, l'età ed il sesso, ma molto si può fare per cambiare il nostro modo di vivere: le persone che non fumano, fanno attività fisica, mantengono il peso ideale, tengono sotto controllo la pressione, il tasso di colesterolo nel sangue e la glicemia, hanno un numero molto minore d'eventi cardiovascolari sfavorevoli.

Smettere di fumare riduce rapidamente il rischio d'infarto o ictus.
- Dopo un anno dall'interruzione del vizio del fumo il rischio è uguale a quello di chi non ha mai fumato.
- Fare attività fisica lo riduce del 45%
- mantenere un peso-forma del 55%.
- Abbassare il colesterolo fa calare il rischio d'eventi vascolari del 2% per ogni punto di colesterolo in meno. Le raccomandazioni nazionali sono di tenerlo sotto i 200 mg/dl.

Quindi…..

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Ischemia cerebrale

Mercoledì 03 Novembre 2010 10:40 Pubblicato in Ischemia Cerebrale
L'Arteriosclerosi
L'arteriosclerosi consiste nella formazione delle placche all'interno delle arterie a seguito del depositarsi nella parete arteriosa di sostanze circolanti nel sangue (ad es. il colesterolo). Si forma così un indurimento circoscritto della parete del vaso che tende ad accrescersi all'interno del vaso e a restringerne progressivamente il calibro, riducendo, di conseguenza, l'apporto di sangue, ossigeno e sostanze indispensabili alla vita di quei tessuti che l'arteria deve nutrire.
Può accadere inoltre, che una placca, se particolarmente molle, si rompa ed i suoi frammenti "embolizzino ", cioè, trasportati dal sangue, vanno a chiudere i piccoli vasi situati più lontano.

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Placca in carotide interna        Frammenti di placca distaccati, embolizzanti

 
Perché si formano le placche?
Le vere cause dell'arteriosclerosi non sono del tutto chiare. Sappiamo tuttavia che ci sono dei fattori che aumentano il rischio di contrarre la malattia.
1. L'età avanzata ed il sesso maschile.· Le donne ne sono colpite in misura minore e solo dopo la menopausa.
2. La familiarità; cioè l'aver parenti prossimi che hanno sofferto della malattia aterosclerotica in età precoce (nei maschi <55 anni, nelle femmine <65 anni)
3. La dieta ricca di grassi, specie d'origine animale.
4.·Il fumo di sigaretta.
5. Livelli elevati di Trigliceridi e Colesterolo.
6.·La scarsa attività fisica.
7. L'eccessivo consumo d'alcool.
8. L'obesità.
9. Il diabete.
10. L'aumento della pressione arteriosa.
11. L'essere esposto a frequenti "stress".
Tutti questi fattori sono, come si dice con termine medico, "indipendenti", agiscono cioè autonomamente l'uno dall'altro e, perciò, quando sono presenti più fattori, i loro effetti si sommano ed il rischio aumenta in proporzione.

Che cosa è l'ischemia cerebrale?
Per ischemia cerebrale si intende una condizione caratterizzata principalmente da mancanza (o grave riduzione) improvvisa di flusso di sangue al cervello, con conseguente comparsa di sintomatologia caratterizzata in vari tipi (o livelli di gravità) a seconda dell'estensione della zona del cervello interessata, della sua localizzazione (a seconda del vaso occluso) e della durata dell'ischemia.  Si distinguono infatti, in ordine, il TIA, il RIND, il PRIND e l'ICTUS.
L'ischemia cerebrale è quindi provocata dal restringimento e dall’ostruzione dei vasi che irrorano il cervello. Il problema nasce dall’indurimento delle arterie (aterosclerosi) dovuto al fumo, all’ipertensione, all’ipercolesterolemia e al diabete. In circa il 75% dei pazienti con ischemia cerebrale è presente una stenosi importante (= restringimento) dell'arteria carotide.

Negli attacchi ischemici transitori (TIA, dall’inglese Transient Ischaemic Attack)l’ostruzione è temporanea e si risolve rapidamente (entro 24 ore). Anche se può spaventare, il TIA non provoca danni permanenti, ma chi ne soffre è a maggior rischio di sviluppare ictus: circa il 10% dei soggetti che hanno avuto un TIA sono a rischio nel primo anno successivo e circa il 5% ogni anno che passa. È importante fare indagini dopo un TIA per correggere le cause sottostanti e cercare di prevenire altri episodi. La sintomatologia è costituita di solito da brevi attacchi di debolezza, barcollamento, intorpidimento o perdita di sensibilità e formicolio da un lato del viso, in un braccio o in una gamba, da un solo lato del corpo. Può essere accompagnata inoltre da amnesia, rallentamento del linguaggio e difficoltà di articolazione delle parole e da perdita visiva da un occhio (amaurosis fugax).  Gli attacchi possono durare pochi minuti o qualche ora e comunque regrediscono in un giorno.

Il RIND (Reversible Ischaemic Neurologiacal Deficit = Deficit Ischemico Neurologico Reversibile) la sintomatologia è più marcata rispetto al TIA, ma comunque tende a regredire entro le 3 settimane;

Al contrario nel PRIND (Partial RIND = RIND parzialmente regredibile), la sintomatologia regredisce ma non completamente, lasciando reliquati più o meno stabili dopo tre settimane dall'episodio.

Infine l'ICTUScerebrale (Stroke), spesso  preceduto da uno o più TIA,  è caratterizzato dalla comparsa di un deficit neurologico grave e persistente o addirittura mortale.  La principale malattia causa di un ictus è l'arteriosclerosi delle carotidi.L'ictus cerebrale è la terza causa di morte in Italia e la principale causa di invalidità (130.000 nuovi casi ogni anno)
 
Ci sono altre cause?
Alcune patologie possono sembrare molto simili al TIA, come emicrania, attacchi o crisi epilettiche, ipoglicemia, sincopi e alterazioni del ritmo cardiaco. Generalmente il TIA non provoca perdite di coscienza o svenimenti. Le patologie simili al TIA devono essere trattate in modo diverso ed è importante che i pazienti in cui si manifesta il TIA si rivolgano allo specialista per individuarne le cause.