Giovanni Bandiera

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Martedì, 30 Ago 2016
La chirurgia vascolare ha come obiettivo terapeutico le malattie delle arterie e delle vene ed utilizza tecniche di riparazione, di derivazione, di sostituzione e di rimozione.
La chirurgia vascolare nasce con i lavori di Kunlin, Wesolowski e Debakey ma anche i contributi di Jaboulay, Carrel e Pringle, all'inizio del secolo XX, parteciparono a questa straordinaria operazione culturale.
Parlare nel III millennio di chirurgia vascolare significa parlare anche ed inevitabilmente del progresso biotecnologico legato ai materiali protesici (per la chirurgia tradizionale, mininvasiva ed endovascolare) che hanno condizionato il trattamento delle malattie che coinvolgono il sistema circolatorio.
La nascita delle tecniche mini-invasive si deve a Dotter che ha iniziato a dilatare le arterie (ostruite o stenotiche) per via endovascolare, successivamente Parodi e Gruentzig hanno ideato e applicato endoprotesi per il trattamento degli aneurismi dell'aorta addominale e toracica.
Lo sviluppo delle tecniche endovascolari ha permesso il miglioramento dei risultati della morbilità e mortalità, allargando il numero di pazienti trattabili. La chirurgia vascolare nel versante arterioso tratta principalmente le carotidi, l'aorta, le iliache e le arterie degli arti inferiori, più raramente i vasi viscerali: renali, mesenterica superiore ed inferiore, tripode celiaco ed i suoi rami.

I cardini fondamentali della Chirugia Vascolare sono costituiti dalla CHIRURGIA ARTERIOSA, dalla CHIRURGIA ENDOVASCOLARE e dalla CHIRURGIA VENOSA.

CHIRURGIA ARTERIOSA
La chirurgia ricostruttiva arteriosa ha il compito di ripristinare il flusso di sangue nelle arterie ostruite dalla progressione della malattia aterosclerotica che risulta in aumento parallelamente all’aumento dell’età media della popolazione.
Le principali tecniche di ricostruzione arteriosa consistono nella endoarteriectomia e nella sostituzione con protesi venose o artificiali.
I territori su cui si effettuano questi interventi sono il collo (endoarteriectomia carotidea, bypass carotido-succlavio, etc.), gli arti superiori, l’addome (sostituzione protesica degli aneurismi della aorta addominale, bypass aorto-iliaco-femorale), gli arti inferiori (aneurismi femoro-poplitei, bypass femoro-poplitei, bypass femoro-popliteo-distali, bypass extra-anatomici).
Per quanto riguarda la chirurgia di rivascolarizzazione delle carotidi il Prof. Bandiera esegue circa il 90% degli interventi in anestesia locale, a coscienza conservata.
Nei pazienti in cui non vi è indicazione ad eseguire la chirurgia ricostruttiva diretta delle arterie, è possibile effettuare terapie mediche vasoattive (con l’impiego di farmaci di ultima generazione) tendenti ad ottenere un miglioramento della microcircolazione periferica. Viene altresì utilizzata la metodica di impianto di Elettrostimolatori midollari per la terapia del dolore ischemico.

CHIRURGIA ENDOVASCOLARE
La Chirurgia endovascolare applica metodiche chirurgiche e terapeutiche mini-invasive ed endovasali come la angioplastica e lo stenting dei distretti periferici, carotideo e renale, la terapia non invasiva della patologia aneurismatica con endoprotesi, le tecniche di disostruzione arteriosa per salvataggio dell’arto e nella terapia del piede diabetico vascolare.
Oltre ai cosiddetti "cateteri a palloncino" e agli stents, il Chirurgo vascolare dispone oggi delle più avanzate tecnologie endovasali come il Laser freddo ad eccimeri, palloni per crioangioplastica e stent biomedicati (a rilascio graduale di farmaci).

CHIRURGIA VENOSA
La chirurgia venosa si occupa di una delle patologie di più frequente riscontro nel mondo occidentale: l’insufficienza venosa degli arti inferiori, le vene varicose e le loro complicanze (ulcere, etc.).
La cura di queste malattie viene effettuata con tecniche ampiamente consolidate, spesso in regime di day hospital o ambulatoriale. Questi interventi sono principalmente rappresentati da:
Safenectomia, totale o parziale, mediante stripping
Safenectomia LASER-assistita
Chirurgia endoscopica delle vene perforanti (SEPS)
Chirurgia ricostruttiva valvolare venosa


CHIRURGIA VASCOLARE DELLE LESIONI ULCERATIVE
Le lesioni ulcerative degli arti inferiori, che riconoscono in un danno vascolare il principale movente patogenetico (ulcere venose, ischemiche, miste, ipertensive, microangiopatiche), sono anch'esse di pertinenza del Chirurgo vascolare.
Il loro trattamento è rivolto alla correzione dell’alterazione emodinamica (interventi di rivascolarizzazione in caso di ulcere ischemiche, di abolizione dei reflussi a livello dei sistemi venosi superficiale, profondo e delle perforanti in caso di ulcere venose) e alla cura della lesione mediante l’utilizzo delle medicazioni più avanzate, associate a metodi di detersione meccanici e chirurgici (bisturi ad acqua, vacuumterapia-VAC-).
Utili spesso anche presidi come la pressoterapia e la stimolazione elettrica che combattono l’edema e il dolore.
La cura delle lesioni ulcerative viene conclusa, in casi mirati, attraverso l’impiego di trapianti cutanei autologhi o attraverso l’impiego di derma artificiale e prodotti di ingegneria tessutale.